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Novità editoriale: Atlante dell’infanzia a rischio 2017. Lettera alla scuola PDF Stampa E-mail
mercoled 06 dicembre 2017

 Save the Children e la Treccani presentano l’Atlante dell’infanzia a rischio 2017. Lettere alla scuola che dal 23 novembre è disponibile nelle librerie.

L’Atlante è alla sua ottava edizione e si prefigge l’obiettivo di fornire un quadro della condizione dell’infanzia in Italia il più dettagliato e preciso possibile tramite analisi e dati specifici per ogni territorio.

Il progetto di quest’anno, a cura di Giulio Cederna e arricchito dalle foto di Riccardo Venturi, è dedicato alla scuola. Il punto di vista è quello dei bambini e degli adolescenti che sono nelle condizioni di maggior rischio e per i quali la scuola rappresenta, da sempre e in tutto il mondo, una delle poche ancore di salvezza. Vi sono scuole che hanno svolto e svolgono un ruolo anticipatore, di avamposto, con un artigianato intelligente, un pensiero pratico. Accanto a tante eccellenze, nelle scuole italiane si incontrano tuttavia situazioni inaccettabili, di analfabetismo didattico, precarietà organizzativa, carenze strutturali, deserti relazionali, vere e proprie discriminazioni e ingiustizie che fanno pagare un prezzo enorme proprio ai bambini più svantaggiati, così come testimoniano i dati su quella grave emergenza che Save the Children ha definito povertà educativa. Com'è possibile che il meglio e il peggio coesistano nella più grande infrastruttura educativa del Paese? Come agire sulle cause delle diseguaglianze educative che segnano intere generazioni? Come rileggere, a partire da queste contraddizioni, l'autonomia scolastica, la distribuzione delle risorse, la formazione e lo statuto professionale degli insegnanti, e un tema spinoso come quello della valutazione? Per riformare davvero la scuola si potrebbe cominciare investendo nella trasformazione delle zone più a rischio in comunità educanti, che nel concreto significa non lasciare da sola la scuola a combattere la povertà educativa. Con la costruzione di comunità educanti dove oggi regnano il degrado urbano e la criminalità si va a lavorare in frontiera: quella che segna l'orizzonte del nostro Paese e della nostra democrazia.   

 
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