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Una maestra che non si dimentica PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
mercoledì 16 settembre 2009

Nell'articolo di Maria Novella De Luca su “La Repubblica” del 6 settembre 2009 dal titolo Scolari prodigio un mestiere a rischio, colpisce la testimonianza di Fabrizio Zanello riguardo alla sua esperienza nella  scuola elementare Montessori di Genova “Maria Mazzini”. Intenso e pieno di gratitudine è il ricordo - che qui riportiamo - della maestra Vanda Mazzarello, che spronava Fabrizio a coltivare il suo talento rendendo la scuola un'esperienza formativa fondamentale.
Vanda Mazzarello oggi in pensione continua con energia la sua esperienza montessoriana anche come presidente dell'Associazione “Centro Studi Montessori” di Genova affiliata all'ONM.

 

“Quando la scuola, anzi una maestra, non solo riconosce il talento di un bambino ma coglie e valorizza il suo 'dono', ecco che il nome di quell'insegnante resta nel cuore e non si scorda più. Fabrizio Zanello,  trentuno anni, ex studente prodigio oggi brillante matematico alla Michigan Technological University, dice ad esempio che gran parte del suo successo lo deve proprio alla sua docente delle elementari, 'la maestra Vanda Mazzarello della Maria Mazzini di Genova'. L'anno scorso tra gli applausi di noi ex allievi è gloriosamente andata in pensione – racconta Fabrizio Zanello, approdato negli States dopo un dottorato di ricerca in Canada e un incarico al Royal Institute of Technology di Stoccolma – e sono certo che la scuola ne sentirà la nostalgia. Sono sempre stato uno studente eccellente in tutte le materie, ma con una passione spiccata per la matematica. La mestra mi spronava costantemente a coltivare il mio talento, insieme ai miei genitori, anche al di fuori dei programmi 'canonici', che spesso mi stavano stretti... Ma forse la sua più grande abilità è stata quella di rendere la scuola attraente, eravamo sempre tutti felici di ritrovarci in classe e ancora oggi i miei più cari amici sono quelli incontrati da bambino alla 'Maria Mazzini'. Adesso vivo felicemente in America, e a Genova torno per le vacanze. No, non potrei più lavorare qui: l'Italia non valorizza i talenti”.
Ultimo aggiornamento ( giovedì 17 settembre 2009 )
 
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