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La verifica e la valutazione PDF Stampa E-mail
luned́ 17 marzo 2008
La verifica e la valutazione

Maria Montessori ha osservato che l’evoluzione del bambino, del suo percorso di apprendimento, avviene per “esplosioni” che non seguono percorsi e tempi prestabiliti. Anche i dati attuali della psicologia e le più avanzate riflessioni pedagogiche dimostrano che la formazione umana e culturale del bambino avviene per processi di maturazione lenti e sotterranei, con ritmi estremamente personali. I tempi di apprendimento non sono mai quelli collettivi della produttività forzata e del massimo rendimento (imposti dalla prassi corrente), ma piuttosto i ritmi naturali di vita del singolo. Il principio dell’integrità del bambino, che va rispettato nel suo sviluppo senza pressioni esterne per non intaccare nessun aspetto della sua esistenza, è l’elemento fondante del nostro ruolo di insegnante; all’interno del nostro metodo l’attività di verifica e valutazione appare molto particolare e delicata; le attività didattiche vengono strutturate in modo tale che il bambino possa svolgere individualmente il suo lavoro, seguendo inconsciamente dei veri “diagrammi di flusso”, dove il controllo dell’errore non risiede nella supervisione dell’adulto ma nel successo dell’azione.

L’apprendimento di ogni alunno è guidato dal materiale; il materiale stesso denuncia al bambino gli errori commessi.Questo requisito rende possibile la verifica immediata della risposta e gli consente di apprendere controllando la propria attività e di correggere immediatamente le risposte errate.

Le verifiche di noi insegnanti sull’attività dell’alunno vertono principalmente sull’osservazione, con rari e delicati interventi diretti; da essa scaturisce il quadro di valutazione.

Nell’attività di verifica e valutazione dell'alunno, consideriamo i seguenti aspetti:

  • capacità di scegliere autonomamente una attività;
  • tempo di concentrazione;
  • ripetizione dell’esercizio;
  • capacità di svolgere organicamente l’attività;
  • capacità di portare a termine in modo autonomo il lavoro intrapreso;
  • livello di autostima;
  • rapporto con gli altri;
  • rispetto delle regole;
  • disponibilità e partecipazione.

Tali osservazioni che non prescindono mai dal rispetto della personalità e dei tempi di sviluppo del bambino, aiutano noi insegnanti a non assumere il facile ruolo di giudice che emette sentenze, ma ci offre la possibilità di poter valutare con obiettività se il nostro intervento è stato efficace.

Può essere utile l’adozione di griglie di osservazione, le quali, partendo dall’anamnesi personale e socio-familiare del bambino, diventino una guida di rilevazione, descrizione e interpretazione del processo evolutivo, psicologico e culturale, di ciascun bambino. Ciò darà luogo in pratica a quel diario psicologico o a quella carta biografica che la Montessori propose a suo tempo, purtroppo inutilmente, considerato che ancora oggi la verifica e la valutazione sono centrate in modo assoluto sul risultato-prodotto e non sul soggetto-produttore, valorizzando in modo esclusivo la dimensione ricettiva ed apprenditiva della personalità infantile.

Ultimo aggiornamento ( luned́ 17 marzo 2008 )
 
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